“Quando una porta si chiude, un'altra si apre; ma spesso guardiamo così a lungo e con così tanto rimpianto alla porta chiusa che non vediamo quella che si è aperta per noi.”
Alexander Graham Bell (1847–1922) è stato un ingegnere, scienziato e inventore scozzese naturalizzato statunitense, universalmente noto per aver brevettato il primo telefono funzionale nel 1876.
Pensa per un istante al rumore sordo di quella porta che sbatte. In quel momento, il silenzio che segue sembra insopportabile e lo sguardo resta calamitato sul legno immobile, sulla maniglia che non gira più, quasi sperando in un errore del destino. Ma è proprio qui che Bell ci invita a un atto di ribellione spirituale: il dolore che proviamo non nasce dalla chiusura in sé, ma dalla nostra ostinazione a voler abitare un luogo che ha esaurito la sua funzione nella nostra vita.Restare a fissare quella soglia significa negare il movimento stesso dell'esistenza. Ogni fine non è un’interruzione, ma un’evoluzione...
necessaria; è il vuoto che si crea affinché qualcosa di più grande possa finalmente trovare spazio. Quel "portone" non è solo un’opportunità migliore, è una versione più vasta di te stesso che ti attende. Spesso le porte si chiudono perché siamo diventati troppo grandi per quella stanza, troppo consapevoli per quel limite, e la vita, con una spinta a volte brusca, ci costringe a uscire all'aperto.Non permettere al rimpianto di appannarti la vista. La luce che cerchi non filtra dalle fessure del passato, ma inonda già il corridoio che hai davanti. Il segreto non è aspettare che il dolore passi, ma camminarci attraverso, voltando le spalle a ciò che è stato con la gratitudine di chi sa che quel ciclo è compiuto. Solo quando smetterai di interrogare quel legno chiuso, i tuoi sensi si accorgeranno che l'aria intorno a te è già cambiata e che la tua vera strada inizia esattamente dove pensavi che tutto fosse finito.E tu?
C'è un cambiamento particolare che senti il bisogno di accogliere in questo momento della tua vita? C’è qualcosa che hai perso e che, col tempo, hai iniziato a vedere non come una fine, ma come un inizio diverso? quale "portone" senti che sta iniziando a schiudersi per te ora che hai smesso di guardare indietro? Se queste parole ti hanno accompagnato, condividile: potrebbero aiutare qualcuno a dare un significato nuovo a ciò che sta lasciando andare.

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